Google è finita nel mirino degli editori italiani. E questa volta il punto non è solo la concorrenza, né lo scontro “classico” tra piattaforme e giornali. Il vero tema è molto più profondo: chi controllerà l’accesso all’informazione nell’era della ricerca generativa?
La FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) ha chiesto ad Agcom di aprire un’istruttoria su Google AI Overviews e AI Mode. L’accusa è pesante: questi strumenti starebbero drenando traffico dai siti editoriali, riducendo la visibilità delle fonti originali e mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero settore.
Ciao, sono Giovanni Saladino, esperto di generazione di nuovi contatti e clienti tra aziende e questo è il mio blog. Oggi ti offro questa notizia per me molto interessante. Guarda il riassunto della notizia su YouTube!
Cos’è AI Overview di Google e perché sta facendo discutere
AI Overviews è la funzione di Google che mostra risposte generate dall’intelligenza artificiale direttamente in cima ai risultati di ricerca, spesso prima dei link tradizionali. In parallelo, Google ha spinto AI Mode, una modalità ancora più conversazionale che accentua l’effetto di disintermediazione.
Il problema per gli editori è cristallino:
- Zero-Click Searches: Se l’utente ottiene già una risposta sintetica ed esaustiva nella pagina di Google, non ha più motivo di cliccare sul sito che ha effettivamente prodotto quel contenuto.
- Rottura del Web Aperto: Questo meccanismo scardina la logica della rete così come l’abbiamo conosciuta, dove il motore di ricerca fungeva da “ponte” e non da “destinazione finale”.
Perché la FIEG ha chiesto un’istruttoria contro Google
Secondo la FIEG, Google starebbe sfruttando il valore dei contenuti giornalistici ponendosi in diretta concorrenza con essi. Il reclamo è stato presentato ad Agcom nel suo ruolo di Coordinatore nazionale dei servizi digitali ai sensi del Digital Services Act (DSA).
L’obiettivo degli editori è verificare se queste funzioni rispettino i principi europei di:
- Trasparenza: Chiarezza su come vengono generati i contenuti.
- Correttezza: Rispetto del lavoro altrui senza cannibalizzarlo.
- Non discriminazione: Parità di trattamento per i fornitori di contenuti.
L’allarme “Traffic Killer”: il rischio per la sostenibilità
L’espressione usata dalla FIEG è drastica: Google starebbe diventando un “traffic killer”. Le risposte AI intercettano l’attenzione dell’utente prima ancora che questo possa raggiungere la fonte originale, questo è un problema ovviamente per tutti, anche per chi si occupa di lead generation B2B sul web come me.
“Il rischio è produrre contenuti costosi, originali e verificati, per poi vedere il valore di quel lavoro assorbito dalla piattaforma che intercetta la domanda degli utenti.”
Se questa dinamica si consolidasse, l’impatto sui ricavi pubblicitari delle testate (già sotto pressione) sarebbe devastante, minando la base economica necessaria per fare giornalismo di qualità.
Oltre il conflitto: il nuovo paradigma dell’accesso all’informazione
Questa vicenda non riguarda solo i bilanci dei giornali, ma il modo in cui tutti noi useremo internet. Il patto implicito tra motori di ricerca e siti web sta cambiando:
- Prima: Il motore organizzava l’accesso e indirizzava il traffico.
- Oggi: Il motore rischia di sostituirsi alla fonte nella fase più preziosa: quella dell’attenzione dell’utente.
La mossa della FIEG non è dunque solo una difesa corporativa, ma un tentativo di definire i confini della proprietà intellettuale nell’era dell’AI.
Il quadro normativo: il Digital Services Act e i precedenti europei
Il ricorso al Digital Services Act è un punto di svolta giuridico. Le grandi piattaforme hanno obblighi specifici e la contestazione riguarda l’opacità dei criteri di presentazione delle risposte e l’assenza di una compensazione adeguata per l’uso dei contenuti di terzi.
Il caso italiano non è isolato:
- Luglio 2025: Reclamo antitrust europeo presentato da editori indipendenti.
- Febbraio 2026: Denuncia del European Publishers Council a livello UE. Il fronte contro lo strapotere dell’AI search è ormai di portata continentale.
Lo stato dell’arte: Agcom e le consultazioni di marzo 2026
La vicenda è entrata in una fase operativa. Agcom ha avviato una consultazione e proprio in questo mese (marzo 2026) sta ascoltando i rappresentanti di Google e della FIEG. Non siamo più nel campo delle opinioni, ma in quello della regolamentazione attiva. L’esito di questa istruttoria potrebbe fare scuola per l’intera Unione Europea.
Il futuro della SEO e dell’editoria digitale
Se Google sposta la ricerca verso risposte sintetiche, il valore del click tradizionale crolla. In questo scenario, il “nemico” della SEO (Search Engine Optimization) non è più il sito concorrente, ma la box di Google stessa che appare sopra ogni risultato.
Se il traffico rimane confinato dentro l’interfaccia della piattaforma, chi produce informazioni si trova in una posizione di estrema debolezza strutturale. La domanda di fondo rimane: un motore di ricerca può usare contenuti altrui per generare risposte che eliminano la necessità di visitare le fonti originali?
Conclusione
Lo scontro tra FIEG e Google deciderà se l’intelligenza artificiale sarà uno strumento di amplificazione della conoscenza o un ecosistema chiuso che prosciuga le risorse di chi l’informazione la produce ogni giorno.
Ti interessa approfondire come queste dinamiche stiano influenzando il posizionamento dei siti sui motori di ricerca? Posso analizzare per te i cambiamenti principali nelle strategie SEO per il 2026.

